Il paesaggio del Roero è caratterizzato da una serie di colline che, partendo dalla suggestiva frattura delle Rocche, in un continuo saliscendi, arriva a lambire il fiume Tanaro, dove spiccano stupendi castelli e superbi vigneti. In rapida sequenza alla selvaggia bellezza delle Rocche si alternano, infatti, ordinati vigneti, boschi e frutteti.

Fanno parte della denominazione di origine controllata e garantita “Roero” solo i vigneti in collina – punteggiati dai suggestivi ciabòt (un tempo ripari per i momenti di riposo) – disposti perlopiù a girapoggio o a ritocchino, e situati ad altitudini non superiori ai 400 m, ovvero quelle zone in cui la vite dà i migliori risultati.

Come racconta Luciano Bertello in “Finestre sul Roero – la vigna”: “colline e colline che sembrano una vigna sola; vigneti alternati a ridenti frutteti; ma anche vigneti di frontiera, quasi sospesi sulle Rocche o confinanti col bosco. Una viticoltura rigorosamente di collina, con una tradizione secolare alle spalle, testimone della vocazione viticola di queste belle e variegate colline della sinistra Tanaro albese”.