Pranzo da Andrea Aprea

Milano a mezzogiorno

Milano, a mezzogiorno, ha un modo particolare di essere rumorosa. Non è il rumore disordinato di altre città. È un brusio continuo, come un’orchestra che accorda gli strumenti prima del concerto: tram, biciclette, scolaresche nella metro e auto di corsa, tutti di fretta e con un senso di urgenza che, devo ammettere, mi piace molto.

Poi entri nel ristorante di Andrea Aprea e succede qualcosa di curioso: il suono della città rimane fuori. Non scompare, ma si attenua, come se qualcuno avesse chiuso lentamente una porta pesante.

Il tavolo è lungo. Le bottiglie sono già allineate. L’occasione è semplice: parlare del Roero.

Non in un seminario.
Non in una masterclass.
A pranzo.

Il Roero

Il Roero è una terra che vive sulla riva sinistra del Tanaro, appena oltre le Langhe.
Geologicamente è più giovane. Le colline sono più morbide, i terreni più sabbiosi. In alcuni punti, se scavi un po’, trovi conchiglie fossili: piccoli frammenti di un mare antico che milioni di anni fa copriva queste colline.
Paolo Zaccaria introduce il primo vino con una frase che suona quasi come una provocazione.

«Poca acidità. Tanto sale. Ed è proprio questo che lo rende fresco.»

La frase rimane sospesa sopra il tavolo mentre il vino viene versato.

[…]

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