Il Roero incontra Milano: si chiude sotto la Madonnina il tour del Consorzio

La riva sinistra de Tanaro. Partiamo da qui per raccontare il viaggio che il Consorzio Tutela Roero ha organizzato per fare conoscere meglio la sua denominazione. Dulcis in fundo Milano per l’epilogo del suo tour nazionale dedicato alla valorizzazione della denominazione. L’iniziativa, dopo le tappe di Roma, Napoli e Bologna, ha portato i vini Roero Docg nelle principali città italiane con l’obiettivo di raccontarne identità, stile e potenziale davanti ad operatori del settore e stampa specializzata. La tappa milanese in una Milano ancora in clima olimpico, ha fatto da sfondo per consolidare il posizionamento dei vini del Roero e ribadire la personalità stilistica della denominazione.

Cinque espressioni di un territorio unico

Protagoniste della degustazione le cinque tipologie della denominazione: Roero, Roero Riserva, Roero Arneis, Roero Arneis Spumante e Roero Arneis Riserva. Un mosaico enologico che racconta la ricchezza delle colline sabbiose del Roero e la vocazione vitivinicola di questo territorio piemontese, capace di esprimere vini eleganti e strutturati, bianchi di grande finezza e interpretazioni spumante dell’Arneis sempre più dinamiche. “Portare i vini del Roero a Milano significa affermare con forza la maturità e l’ambizione della nostra denominazione – sottolinea Massimo Damonte, presidente del Consorzio Tutela Roero – Il Roero oggi non è più solo una promessa, ma una realtà consolidata che esprime qualità, coerenza e prospettiva. Con le nostre cinque tipologie raccontiamo un territorio capace di evolversi senza tradire la propria identità: dai rossi eleganti e longevi ai bianchi di grande finezza e verticalità, fino alle versioni spumante che interpretano con dinamismo l’Arneis. Chiudere questo tour a Milano, città simbolo di innovazione e visione internazionale, significa ribadire che il Roero vuole essere protagonista nel dialogo tra tradizione e futuro, in Italia e sui mercati esteri”,

Red or White

Una denominazione a trazione bianchista, osservando i numeri del Roero si capisce bene di quanto sia l’Arneis a comandare rispetto ai rossi, ma dietro le cifre c’è molto di più. Oggi sono 250 gli iscritti al Consorzio fra produttori e viticoltori, più di 1.250 gli ettari vitati della Denominazione Roero, per un totale di circa 8 milioni di bottiglie prodotte, di cui circa 500.000 nella tipologia rosso e resto in bianco, con complessivamente una quota export di circa il 60% viene esportato. Arneis e Nebbiolo sono i due vitigni su cui basa la Docg: uve autoctone, tipiche di questo territorio, coltivate da secoli e interpretate con grande attenzione dai produttori del Roero. Parola d’ordine versatilità, può capitare nello stesso pranzo uno spumante a base Arneis, un bianco con sentori di evoluzione, sino a una bottiglia del 2001 di Roero Rosso riserva, per capire come questo affronta la sfida del tempo.

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