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Il Roero DOCG: il Piemonte incontra Napoli
Si è tenuta la sera di martedì 24 giugno, nella splendida cornice di Caracol Gourmet a Bacoli, l’attesa tappa napoletana del tour nazionale promosso dal Consorzio Tutela Roero DOCG. Un evento concepito per portare fuori dai confini piemontesi le mille sfumature del territorio del Roero – situato a Nord di Alba, sulla riva sinistra del Tanaro- ancora da scoprire appieno, ma capace di sorprendere con la sua identità forte, evolutiva e gastronomicamente versatile.
Il benvenuto ai partecipanti è stato affidato a un calice che racchiude in sé l’anima fresca e dinamica del Roero: lo Spumante Metodo Classico da Arneis delle sorelle Tibaldi, giovanissime produttrici che rappresentano la nuova generazione di vignaioli del territorio. Un sorso nitido, elegante, verticale, che ha preparato il palato a una cena costruita intorno al dialogo tra i vini del Roero e la cucina mediterranea dello chef stellato Angelo Carannante.
Dopo il debutto romano, questa seconda tappa partenopea conferma il successo di un format pensato per incontrare il gusto e le tradizioni locali, creando ponti culturali attraverso calici e piatti. «L’evento è stato concepito con una consapevole sfida innovativa», spiega Maurizio Teti, fondatore di VitignoItalia. «Un Arneis in gran forma, declinato in versioni spumante, classica e riserva di sette anni, ha saputo accompagnare una cucina sapiente e rispettosa. Napoli ha oggi una nuova possibilità di scelta nei suoi abbinamenti».
Il menu degustazione è stato orchestrato per valorizzare l’adattabilità del Roero a un contesto gastronomico marino: i tubetti rigati con anemoni, ricci, salsa al rafano e sconcigli hanno trovato nel Roero Arneis Riserva 2017 “Sette Anni” di Angelo Negro un alleato inaspettato, tanto che il sommelier di casa, Ciro Sannino, ha raccontato: «Pensavamo a un Borgogna, invece questo Arneis ha spiazzato tutti. È stato l’abbinamento più centrato della serata». Il secondo piatto, un Carnaroli Riserva San Massimo con salsa verde, gambero e limone candito, è stato abbinato al Roero DOCG 2022 di Gabriele Cordero. A chiudere il percorso, la spigola con insalatina di alghe, ravanelli, asparago di mare, maionese alla brace e gazpacho d’ostriche, accompagnata da un raro Roero DOCG 2001, che ha entusiasmato molti presenti.
Il presidente del Consorzio, Massimo Damonte, ha rimarcato l’impegno del territorio su più fronti:
«Vino, turismo e ristorazione parlano la stessa lingua. Come Consorzio abbiamo investito in sentieri, percorsi bike, app geolocalizzate che mettono in rete visitatori e produttori. L’obiettivo è valorizzare la denominazione anche sul piano turistico, con il coinvolgimento attivo di ristoratori e albergatori».
Sul tema dell’identità e del posizionamento, Damonte ha sottolineato anche l’evoluzione strategica del consorzio: «Rispetto al Barolo e al Barbaresco, abbiamo scelto di raccontare l’Arneis con una comunicazione diversa, senza rompere con i colleghi delle Langhe, ma ottimizzando i messaggi. La collaborazione resta forte, perché non possiamo parlare lingue diverse a 10 km di distanza».
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