Il Consorzio Tutela Roero si racconta a Bologna

Terza tappa del tour nazionale per conoscere tutte le espressioni della denominazione simbolo di eleganza piemontese

A Bologna è andata in scena l’eccellenza enologica piemontese: il Consorzio Tutela Roero ha fatto tappa nel capoluogo emiliano per portare avanti il racconto della denominazione in giro per l’Italia. Dopo Roma e Napoli, il “Roero in Tour” non poteva non passare in una delle piazze più importanti dell’enogastronomia tricolore portando il suo format dinamico e conviviale che, anche in questa occasione, ospitata dal ristorante una stella Michelin Agostino Iacobucci, ha riunito esperti del settore, stampa e ristoratori alla scoperta di uno dei terroir più identitari del vino italiano.

Dietro ogni calice la forza di una comunità: 280 soci e oltre 1300 ettari di vigneti per un mosaico di territori che disegnano un paesaggio eterogeneo, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO per la sua ricchezza e biodiversità. E’ in questo eden vitivinicolo che nascono le cinque interpretazioni del Roero: il Nebbiolo nei rossi e nelle riserve più longeve, l’Arneis identitario nei bianchi, fresco nelle bollicine e sorprendente nelle riserve.  Molteplici facce complementari di una denominazione capace di rinnovarsi, rimanendo fedele alla propria identità e non perdendo mai il legame con il territorio.

“Roero in Tour è il nostro modo di valorizzare i vini della denominazione e di rafforzarne la conoscenza attraverso attività mirate – sottolinea Massimo Damonte, Presidente del Consorzio Tutela Roero –  Un percorso di crescita condivisa che mette in luce la personalità dei nostri vini, fedeli alla loro origine e al tempo stesso capaci di dialogare con il gusto e le esigenze del mercato attuale. Radici e ricerca, eleganza e autenticità questo il messaggio che continuiamo a portare avanti e che rende unica la nostra denominazione”.

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