Il Consorzio Tutela Roero porta l’eleganza del Piemonte a Bologna

Per la terza tappa del “Roero in Tour”, i vini Docg hanno incontrato l’impeccabile cucina di Agostino Iacobucci in una serata dedicata alla valorizzazione di un territorio e dei suoi vignaioli

Dopo le tappe di Roma e Napoli, il Consorzio Tutela Roero ha raggiunto Bologna per la terza tappa del progetto itinerante “Roero in Tour”, l’iniziativa che porta i vini Docg piemontesi nelle principali piazze italiane.

Il percorso di promozione nelle principali città italiane mira a presentare un territorio e una denominazione, insieme ai suoi alfieri vitivinicoli, atraverso eventi che vanno oltre la semplice degustazione guidata. In queste appassionanti esperienze, infatti, Nebbiolo e Arneis condividono la scena con le cucine di chef talentuosi in una reciproca esaltazione tra vino e cibo.

Roero in tour a Bologna da Agostino Iacobucci

Nel capoluogo emiliano, il Consorzio ha scelto il ristorante stellato Agostino Iacobucci per una cena di alto profilo, il cui comune denominatore è stata sicuramente l’eleganza. La storica Villa Zarri a Castel Maggiore, sede del ristorante, ha accolto esperti, ristoratori, sommelier e giornalisti del settore per una serata di approfondimento ma anche di grande serenità e connessione tra ottimi vini e i piatti “semplicemente complessi” di Iacobucci

«Roero in Tour è il nostro modo di valorizzare i vini della denominazione e di rafforzarne la conoscenza attraverso attività mirate – sottolinea Massimo Damonte, Presidente del Consorzio Tutela Roero –  Un percorso di crescita condivisa che mette in luce la personalità dei nostri vini, fedeli alla loro origine e al tempo stesso capaci di dialogare con il gusto e le esigenze del mercato attuale. Radici e ricerca, eleganza e autenticità questo il messaggio che continuiamo a portare avanti e che rende unica la nostra denominazione».

Un territorio di biodiversità e passione

Quello del Roero è un paesaggio di grande suggestione, modellato dalla natura e dall’intervento rispettoso dell’uomo. Le sue colline, scolpite dal corso del Tanaro, custodiscono le spettacolari Rocche, imponenti pareti sabbiose, calanchi e creste affilate che rendono il territorio riconoscibile a colpo d’occhio. Tra boschi, dolci rilievi, suoli sabbiosi, vigneti, frutteti e borghi arroccati, il Roero racconta una biodiversità straordinaria e una lunga storia agricola, in cui la cura della terra e la coltivazione della vite hanno definito identità, paesaggio e tradizioni. Un equilibrio che ancora oggi si percepisce in ogni scorcio e che i vignaioli riescono a raccontare nei loro vini.

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