‘Dialogo’ fra cucina tradizionale napoletana e vini piemontesi

Tappa del tour del Consorzio Tutela Roero col presidente Damonte

Dopo il successo dell’esordio romano abbiamo scelto Napoli come naturale proseguimento di questo percorso di promozione e potenziamento della DOCG – sottolinea Massimo Damonte, presidente del Consorzio Tutela Roero – Quello partenopeo si sta affermando come uno dei centri più dinamici per il vino italiano, in termini di ricettività e crescente interesse verso il Roero.

Anche qui i nostri vini hanno riscontrato grande apprezzamento, non solo per le peculiarità sensoriali ma anche per la loro capacità di dialogare con la cucina locale.

Una conferma del valore e dell’appello della nostra denominazione che sa parlare e farsi apprezzare anche fuori i confini piemontesi.

Nel corso della tappa partenopea, che rientra nel tour della DOCG nei più importanti mercati italiani, è stato riproposto il format basato, come è stato sottolineato dai dirigenti del Consorzio, “sul dialogo tra sapori e tradizioni per raccontare la versatilità dei vini di questo meraviglioso territorio piemontese”. I vini del Roero tornano, dunque, sotto i riflettori. Dopo l’appuntamento di Roma, prima tappa del tour nazionale del Consorzio, continua il viaggio lungo la Penisola approdato a Napoli, polo centrale del settore enogastronomico custode di radici e tradizioni culinarie. In questo scenario i vini della denominazione hanno incontrato le grandi eccellenze della cucina locale, con una particolare attenzione alle ricette di mare. “Il tutto – è stato ribadito – per valorizzare il racconto d’identità delle etichette del Roero DOCG e puntare l’attenzione sulla loro estrema versatilità, in grado di celebrare gli ingredienti di ogni cucina regionale, esprimendo di volta in volta aspetti diversi dei vitigni da cui nascono: Arneis e Nebbiolo”.

L’appuntamento di Napoli ha segnato un altro passo avanti nel percorso di conoscenza della denominazione: “Un progetto che mira a costruire ponti tra cantine e professionisti del settore su scala nazionale, promuovendo il vino non solo come prodotto d’eccellenza ma soprattutto come chiave di lettura di territori e delle storie di chi li abita”.

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