Il Consorzio di Tutela del Roero presenta le nuove etichette istituzionali

Fondato nel 2013, il Consorzio di Tutela Roero ha l’obiettivo di proteggere e promuovere il Roero Docg Bianco e Rosso attraverso la sinergia fra i produttori e i viticoltori del territorio. Il Presidente al terzo mandato è Francesco Monchiero, che ha saputo in questi anni fare crescere l’Associazione, arrivata a rappresentare oggi 233 soci (147 produttori e 86 viticoltori).

Incluso nella lista dei Paesaggi Culturali Patrimonio Unesco, nel 2014, assieme a Langhe e Monferrato, l’area del Roero (così chiamata in onore dei Conti Roero che hanno a lungo governato questa terra) si trova sulla riva sinistra del Tanaro, tra la pianura di Carmagnola e le basse colline dell’Astigiano, in provincia di Cuneo. I confini della Docg non corrispondono ai confini della regione del Roero, ben più ampia. I comuni che costituiscono la zona di origine del Roero Docg sono 19. Rispetto alle terre alla destra del fiume, dove la vite è decisamente prevalente, il territorio del Roero si presenta assai vario, con i vigneti che si alternano a frutteti, boschi e orti.

Attualmente la denominazione Roero, Docg dal 2004, si estende su una superficie totale di 1.180 ettari, di cui 907 vitati ad Arneis e 273 vitati a Nebbiolo. Su una produzione annua di quasi 8 milioni di bottiglie, oltre il 60% è destinato all’esportazione.

Il nuovo disciplinare, in vigore dal 2017 e frutto di un lavoro durato 8 anni, comprende 135 Mga – Menzioni geografiche aggiuntive – che identificano in etichetta le vigne di un territorio e valorizzano i vini prodotti da uve provenienti da queste aree, elevandoli a veri e propri cru. La mappa completa delle Mga è disponibile sul sito https://consorziodelroero.it/cartina-generale/.

A differenza delle Langhe, l’origine geologica del Roero risale a 130 milioni di anni fa, quando il territorio faceva parte del fondale del Golfo Padano. I suoi suoli si sono formati per sedimentazione di detriti di varia origine litologica, trasportati dalle correnti marine che erodevano le montagne circostanti, strutturandosi per strati, attraverso varie fasi di prosciugamento e di immersione. Fu l’emersione dal mare, tra i 2 e i 3 milioni di anni fa, a portare alla formazione delle colline del Roero. Una spinta che portò anche al sovrapporsi di vari tipi di suolo.

Oggi i terreni del Roero sono prevalentemente di tipo marnoso-arenario con una presenza preponderante di arenarie, rocce sedimentarie di origine marina, e un buon tenore in calcare, argilla e sabbia, che rende il terreno sciolto e conferisce sofficità e grande permeabilità. L’origine marina dei terreni li rende piuttosto poveri di sostanza organica ma ricchi in sali minerali.

Dal punto di vista climatico, il Roero è considerato una zona semi-arida. Le colline roerine sono infatti quasi totalmente sprovviste d’acqua: i sottili strati marnosi che si alternano a quelli sabbiosi offrono riserve idriche solo temporanee, come dimostra il paesaggio viticolo cosparso di cisterne per la raccolta dell’acqua piovana o di pozzi per pescare dalle falde acquifere.

Le precipitazioni medie vanno dai 650 ai 720 millimetri annuali, parametri che la rendono l’area più povera di piogge di tutto il Sud Piemonte. La maggior parte delle precipitazioni si ha da ottobre a gennaio, e sono fondamentali per l’aumento delle riserve del sottosuolo, necessarie per lo sviluppo vegetativo della vite tra maggio e giugno.

Infine, la presenza delle Alpi Marittime porta a escursioni termiche molto importanti, con il rischio di fenomeni temporaleschi e grandinate. In un contesto di questo tipo diventa fondamentale l’utilizzo delle migliori esposizioni e lo sfruttamento delle forti pendenze dei versanti, in grado di garantire una buona insolazione.

Per promuovere ed identificare al meglio il prodotto, il Consorzio ha scelto di affidare l’ideazione delle prime etichette istituzionali della Docg all’artista braidese Feny Parasole, nata e cresciuta nel Roero, capace quindi di trasmetterne l’essenza nelle sue creazioni.

Insignita del Premio alla Carriera a Montecitorio nel 2018 e inserita nell’Atlante dell’Arte Contemporanea De Agostini, Feny Parasole è un’artista di fama internazionale. L’artista ha optato per una tecnica mista: la base è ad inchiostro, sulla quale ha lavorato con il tratto grafico e con gli acquerelli. Per la realizzazione grafica, responsabile del progetto è Barbara Facchin dello studio torinese Labelcinque.

I colori scelti richiamano quelli del territorio. Il bianco del tufotipico dei terreni del Roero nel quale la tradizione contadina usava scavare a mano cantine sotterranee per custodire i preziosi vini imbottigliati; l’azzurro dell’acqua del Golfo Padano – un mare interno che occupò l’area del Roero fino a circa due milioni di anni fa – e del fiume Tanaro, la cui cattura plasmò il territorio del Roero, il verde delle vigne e il giallo paglierino e il rosso rubino dei vini di questa terra. Il risultato sono opere uniche, come lo sono il Roero Docg Bianco e Rosso.  <<Per la realizzazione delle etichette istituzionali abbiamo voluto una voce autentica, che vive ogni giorno il nostro territorio, elemento a cui l’identità dei nostri vini è legata indissolubilmente.  – Sottolinea il presidente del Consorzio Francesco Monchiero. – Abbiamo scelto un’artista dotata di una particolare sensibilità, che sa unire tecniche diverse proprio come il nostro vino è l’armonia risultante da più componenti: la vite, il territorio e l’uomo>>.

Nelle etichette del Roero Docg Bianco e Rosso i cuori sono soggetto e cornice. Essi rappresentano l’emozione semplice e profonda che scaturisce nel degustare i vini, capace di trasportarci in un viaggio sensoriale nel vigneto situato tra le colline, rappresentate dalle linee, luogo in cui tutto ha avuto origine. I cuori sono aperti a rappresentare un vino capace di suscitare emozioni in chi lo beve e la morbidezza delle loro forme si ispira a quella delle colline.

Le etichette del Roero Docg Bianco Riserva e Rosso Riserva ritraggono un filare di vite che evoca un antico vigneto, alleggerito dalla dinamicità del vento che lo spettina.

Sempre a cura di Barbara Facchin la realizzazione dei sottobicchieri che richiamano la caratteristiche del Roero: Bianco come il suo suolo, Onda come il mare che si trovava nel suo territorio 130 milioni di anni fa, Cuore come l’amore per il suo territorio e Antica, coma la storia del vino.

Il consorzio del Roero vi invita a scoprire il suo territorio e i suoi vini, attraverso le innumerevoli attività tematiche e le inimitabili ricette gastronomiche della tradizione Roerina.

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