Le prime 4 edizioni dei Roero Days consentono di trarre valide indicazioni per il prossimo appuntamento. Esaminiamo i punti cardine che si sono via via definiti nel corso di questi anni.

a) La partecipazione dei produttori

La scelta di mettere i produttori in prima fila ha dato sicuramente una caratterizzazione precisa e specifica: fornire al pubblico la possibilità di interloquire con chi il vino lo fa e non con asettiche figure che versano del vino è stata sicuramente positiva.

b) Il pubblico

Altrettanto positiva, e quindi da confermare, è stata la decisione di aprire la partecipazione sia al pubblico di operatori del settore (ristoratori, distributori, rappresentanti ed enotecari) sia alla più vasta categoria degli appassionati.

Anche la scelta di far accedere gratuitamente i professionisti e di far pagare un contenuto biglietto d’ingresso ai privati (come è avvenuto nelle ultime 3 edizioni) è stata accettata bene ed ha evitato l’accesso a persone interessate più a bere che non a conoscere i vini del Roero. Come pure è stata premiante la riduzione del biglietto d’ingresso per gli iscritti a diverse associazioni che a vario titolo operano nel mondo del vino, quali Ais, Fisar, Slow Food. A tal riguardo, è positiva l’idea di estendere in modo sistematico la riduzione dell’ingresso anche agli studenti degli ultimi anni delle scuole enologiche e delle facoltà universitarie di riferimento (il che comporta la necessità di realizzare ulteriori forme di comunicazione specificamente mirate per questo tipo di pubblico, sinora poco toccato dai mezzi generalisti utilizzati, quali radio e quotidiani).

c) Le località prescelte

La scelta strategica è stata quella, da una parte, di far conoscere meglio i vini del Roero anche in città lontane dal territorio di produzione (Milano prima e Bologna poi), dall’altra quella di rafforzare la presenza della Docg Roero nei luoghi in cui il suo consumo è già piuttosto consolidato, quindi la zona stessa del Roero e la regione Piemonte (con gli eventi di Venaria Reale e Guarene).

Pare quindi replicabile anche negli anni a venire questa impostazione, che ha il sicuro pregio di impedire che i Roero Days si trasformino in una classica fiera locale (come potrebbe verificarsi ove si tenessero sempre nel Roero), con un bacino di frequentatori via via meno interessato all’evento. I risultati di interesse riscontrati sia a Milano sia a Bologna inducono quindi a rendere praticabile una scelta che veda altre grandi città come prossime sedi dei Roero Days, pur tenendo presente che gli aspetti logistici sono più gravosi sia a livello organizzativo sia per la più onerosa trasferta da parte dei produttori. Senza però dimenticare che un vino, pur destinato in larga parte ad essere consumato in altre parti d’Italia e all’estero, per essere importante e riconosciuto deve essere fortemente presente anche nella zona di produzione e nelle aree adiacenti.

d) Le sedi

Il Consorzio ha voluto caratterizzare i Roero Days anche a livello di sedi, evitando l’utilizzo di anonimi padiglioni fieristici o i classici saloni d’albergo, intendendo quindi utilizzare sempre strutture ricche di storia, particolarmente belle anche a livello artistico e architettonico. Si tratta di una scelta che è stata sicuramente apprezzata dal pubblico e dai mezzi di comunicazione, che hanno dato spesso risalto a questo elemento. Pare pertanto opportuno procedere in questa direzione, ricercando anche nelle prossime edizioni edifici che, oltre ad essere particolarmente belli, contribuiscano a rafforzare l’immagine del Roero come vino dotato di un’importante storia alle spalle.

e) I laboratori di degustazione

Proporre degustazioni condotte dai più preparati assaggiatori a livello nazionale è stato utile sia per le centinaia di persone che vi hanno partecipato sia per coloro che hanno letto il programma, sul sito del Consorzio oppure sugli inviti appositamente stampati e distribuiti. In passato, è stata sicuramente apprezzata dai partecipanti la decisione del Consorzio di far concludere ogni laboratorio con alcuni assaggi proposti da chef stellati senza aggravio di spese per tutti i presenti. Per il 2020, essendo presenti numerosi bar e ristoranti all’interno della struttura e nelle immediate vicinanze, la scelta è stata invece quella di non procedere più alla somministrazione di assaggi gastronomici al termine dei Laboratori di degustazione, procedendo però parallelamente alla diminuzione del costo di partecipazione, che da 25 € passa a 10 €.

Anche l’impostazione dei Laboratori cambia da quest’anno: mentre in passato in alcune sessioni si erano affiancati ai vini Roero Docg altri pregiati vini italiani alla cieca, ossia senza sapere in quale ordine i vini erano serviti nei bicchieri, in modo da stimolare curiosità e valutazioni senza preconcetti, alla Reggia di Venaria si è deciso di privilegiare e rafforzare la conoscenza dei vini del Roero, che saranno quindi protagonisti esclusivi di tutti i Laboratori.

f) La comunicazione

La scelta del Consorzio di utilizzare sia strumenti molto presenti a livello locale (in particolare Langhe e Roero) sia a livello nazionale (attraverso radio e quotidiani) ha consentito un importante allargamento generale della conoscenza del nome Roero anche presso il vasto pubblico che per ovvie ragioni non ha partecipato personalmente agli eventi sinora realizzati. Nella complessiva positività del lavoro svolto, anche attraverso il sito e i social media del Consorzio, occorrerà mettere a punto qualche rafforzamento di metodi di comunicazione che si sono già comunque dimostrati di sicuro interesse. Per citare due casi specifici, è indubbio che le pagine facebook e instagram di ogni cantina partecipante siano state più che importanti per aumentare la notorietà dei Roero Days, tanto da far ritenere che un ausilio tecnologico possa rendersi opportuno per favorire una visibilità ancora maggiore. Anche la distribuzione di volantini di invito nei ristoranti delle città sede di manifestazione (effettuata tramite personale appositamente incaricato e formato, sia a Milano che a Bologna) ha dato positivi segnali di riscontro, per cui si può sicuramente ritenere che sia una strada da percorrere con ancora maggior sicurezza. Per quanto riguarda i contatti dei professionisti, anche l’attività di invio di inviti tramite e-mail sarà adeguatamente intensificata.

La scelta del Piemonte

Alla luce della riuscita scelta (per quanto suscettibile di modifiche) di svolgere i Roero Days un anno all’interno della nostra regione e un anno al di fuori di questa, tenuto conto che nel 2018 si è operato all’interno del territorio roerino optando per il Castello di Guarene e nel 2019 si è andati a Bologna, pare ora opportuno un rientro in Piemonte in un luogo di grande rilievo, tenendo anche conto del fatto che, grazie all’attività del Consorzio e dei produttori, la notorietà della Docg Roero è sicuramente aumentata in questi ultimi anni e che i Roero Days si stanno affermando come una manifestazione di rilievo assoluto nel panorama delle rassegne enologiche italiane.

La scelta della Reggia di Venaria

Tutto ciò premesso, il Consiglio di amministrazione del Consorzio ha ritenuto opportuna la realizzazione dei Roero Days 2020 nella Reggia di Venaria.

Con una precisazione: la prima edizione dei Roero Days si è tenuta nel 2016 a Venaria Reale con l’utilizzo della struttura denominata Cascina Medici del Vascello, inserita all’interno dei giardini di pertinenza, a un chilometro dalla vera e propria struttura della Reggia. Il risultato di pubblico fu sicuramente positivo e gli spazi risultarono già allora un po’ esigui, ricordando comunque che i produttori partecipanti furono 44, mentre nel 2020 saranno ben 80 le cantine presenti con proprio banco aziendale.

Come molti hanno visto nel corso di una visita e come tutti possono verificare consultando il sito (www.lavenaria.it), si tratta di uno dei luoghi più affascinanti a livello internazionale, come prova il milione di visitatori che ogni anno si recano a visitare questo sito, indubbiamente anche grazie alla ricchissima attività espositiva che qui si svolge.

Il punto artisticamente più suggestivo della Reggia è sicuramente la Galleria Grande (circa 75 metri di lunghezza e 10 di larghezza), periodicamente utilizzata per eventi di grande rilievo (pur tenendo conto che la Reggia è chiusa al pubblico dei visitatori solo dalle 18 della domenica alle 9,30 del martedì).

Questa Galleria dovrà necessariamente essere il punto di riferimento in cui accogliere il pubblico che si recherà a Venaria per i Roero Days 2020, mentre sono disponibili altri spazi contigui che potranno essere utilizzati per il Pranzo della domenica, dedicato ai professionisti invitati dal Consorzio, per i Laboratori di degustazione, per le presentazioni e per la mostra fotografica.

Le date

Tenuto conto delle disponibilità degli spazi della Reggia, delle festività e delle grandi fiere vinicole italiane ed estere, i due giorni più adatti sono domenica 5 e lunedì 6 aprile 2020.

Le attività

Pare opportuno organizzare una manifestazione, considerata anche la bellezza dei luoghi, che sia in grado di richiamare una significativa percentuale di importanti ristoratori ed enotecari, oltre che di giornalisti, delle regioni Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, che potranno così approfondire la conoscenza della Docg Roero degustando annate vecchie e nuove dei nostri vini.

Occorrerà anche organizzare un’adeguata accoglienza per i numerosissimi visitatori che nella giornata di domenica, aperta anche al pubblico degli amanti dell’arte, si recheranno alla Reggia spinti da precipui interessi culturali e magari addirittura ignari della presenza dei produttori del Roero all’interno della Galleria Grande. Il Consorzio ha pertanto deciso di consentire a tutti i visitatori maggiorenni di ricevere un calice con cui effettuare degli assaggi presso gli 80 banchi aziendali presenti.

Ai ristoratori, agli enotecari e ai giornalisti sarà inoltre dedicato un momento di incontro conviviale di alto livello che, tenendo conto delle giornate a disposizione, sarà il lunedì, giornata di chiusura al pubblico dei visitatori della Reggia. A tal fine, i quattro cuochi titolari del riconoscimento di una o più stelle Michelin operanti nel territorio del Roero saranno i protagonisti del pranzo chiamato Il Roero docg con le sue stelle.

A maggior ragione pensando alle migliaia, presumibilmente tre o quattro, di visitatori italiani e stranieri che affolleranno la Reggia nella giornata di domenica, sarà replicata l’esposizione della mostra fotografica “Roero”, realizzata da Carlo Avataneo in collaborazione con il Consorzio.

Entrambe le giornate si chiuderanno con il suggestivo spettacolo del Teatro d’Acqua della Fontana del Cervo nella Corte d’Onore.