Ecco lo storico delle annate del Roero dal 2000 a oggi:

 

2000

Nel Roero l’inverno è stato mite con scarse precipitazioni nevose, favorendo un germogliamento precoce di tutte le varietà. A una primavera piovosa ha poi fatto seguito un lungo periodo soleggiato e ventilato, con temperature elevate e condizioni ottimali per la vendemmia dell’arneis. Le condizioni climatiche hanno favorito la produzione di arneis di ottima qualità, freschi ed eleganti, con profumi delicati e persistenti. Dalla seconda quindicina di settembre si è assistito invece ad un alternarsi di pioggia e sole. Il nebbiolo è arrivato alla fine di settembre avvantaggiandosi delle temperature più fresche per concludere regolarmente il processo di maturazione, per dei Roero con gradazioni alcoliche elevate, colori intensi, profumi ampi e complessi, di ottima struttura e notevole ricchezza fenolica.

 

2001

L’inverno 2001 è stato piuttosto piovoso. Una buona disponibilità idrica nel terreno e temperature superiori alle medie stagionali hanno favorito, a partire dal mese di marzo, un germogliamento anticipato. Nei mesi seguenti le precipitazioni non sono state rilevanti ma le piogge cadute nei mesi precedenti hanno permesso un regolare sviluppo vegetativo della vite e il normale avanzamento delle fasi fenologiche. Il mese di agosto e i primi giorni di settembre sono stati caratterizzati da un clima caldo e asciutto, per dei Roero Arneis freschi e di buona struttura. Nei giorni successivi le condizioni sono mutate, con violente grandinate e un abbassamento delle temperature che ha causato il posticipo della maturazione ottimale del nebbiolo. Il bel tempo successivo ha però consentito di ottenere un ottimo quadro acido e una buona gradazione zuccherina. I Roero si presentano così eleganti, con discrete gradazioni alcoliche, profumi ampi e complessi, di buona struttura e ricchezza fenolica.

 

2002

La vendemmia 2002 sarà ricordata per le anomale condizioni meteorologiche che hanno causato non pochi problemi, dalle piogge primaverili e agostane alle basse temperature, fino alla grandine caduta nel mese di settembre. Una vendemmia difficile, che ha costretto i viticoltori a fare una rigida selezione per ottenere uve sane e di qualità. Una selezione che ha inciso pesantemente sulla quantità ottenuta, con una diminuzione fino al 50%. Se per l’arneis è stato un millesimo da dimenticare, per un vitigno a maturazione tardiva come il Nebbiolo a conti fatti non è stata un’annata così negativa, con alla fine dei conti dei vini di non grande struttura, ma piacevoli, facili da bere e da abbinare.

 

2003

La 2003 è stata caratterizzata da costanti condizioni di tempo soleggiato e dalla quasi assenza di pioggia, una concomitanza di fattori che hanno fatto salire le temperature fino ai massimi storici per la zona, mantenendole tali per un lungo periodo. Alla fine di agosto erano caduti 265 mm di pioggia contro, per esempio, gli 830 del 2002 ed i 390 mm del 1997. Le operazioni di raccolta dell’arneis si sono in genere concluse entro la prima decade di settembre, con una buona situazione generale, gradazioni alcoliche medie elevate, quadri acidi equilibrati e profumi promettenti. Il bel tempo e l’eccellente sanità delle uve hanno consentito poi una vendemmia senza affanni del nebbiolo, per dei Roero dalla qualità piuttosto alta, ricchi di corpo e dall’elevata gradazione alcolica.

 

2004

A un inverno nevoso, con temperature mediamente rigide, è seguita una primavera contraddistinta da precipitazioni copiose e prolungate fino a inizio maggio. I mesi successivi hanno visto temperature estive mai troppo elevate e una quasi totale assenza di precipitazioni. Tutto il mese di settembre e i primi giorni di ottobre sono stati soleggiati, con temperature al di sopra delle medie stagionali. Condizioni che hanno consentito la raccolta di uve mature e perfettamente sane, dove la vera sfida è stata saper regolare e gestire una produzione molto abbondante. La vendemmia è iniziata a metà settembre con l’arneis e si è conclusa a fine ottobre con il nebbiolo. I Roero Arneis sono risultati con gradazioni alcoliche nella media, quadri acidi equilibrati e profumi intensi, mentre i Roero hanno presentato profumi molto interessanti e complessi, discreta eleganza e buona acidità.

 

2005

Il 2005 ha avuto un andamento climatico anomalo, ma nell’insieme più che soddisfacente. A un inverno relativamente mite e con precipitazioni contenute ha fatto seguito un inizio primavera con temperature fresche ma piuttosto asciutto. Nel mese di giugno le temperature sono andate ben al di sopra delle medie stagionali, mentre il mese di luglio è stato caratterizzato inizialmente da temperature relativamente fresche, per proseguire nella seconda metà con un gran caldo estivo. Agosto ha invece visto temperature inferiori alle medie, ma cielo sereno e assenza di precipitazioni importanti, mentre settembre ha esordito con alcune giornate di pioggia per poi tornare a un clima quasi estivo fino alla fine del mese, con forti escursioni termiche utili per esaltare l’accumulo degli zuccheri e delle sostanze aromatiche nell’acino. Nell’insieme le uve si sono presentate in buone condizioni, con una produzione notevolmente inferiore rispetto al 2004. I Roero Arneis sono grintosi e di buona ricchezza aromatica, mentre i Roero hanno corpo, una buona gradazione alcolica e intense sensazioni aromatiche.

 

2006

L’inverno è stato lungo, freddo e ricco di precipitazioni, con un’abbondante nevicata a fine gennaio. Si è dovuto aspettare aprile per ritrovare condizioni primaverili, ma dalla seconda decade di maggio si è registrata un’alternanza di caldo e di freddo, con precipitazioni molto scarse interrotte solo a metà settembre da piogge torrenziali che in soli quattro giorni sono state quasi pari alla somma delle precipitazioni verificatesi nei primi otto mesi dell’anno. L’annata ha premiato l’arneis – grazie soprattutto a un’ultima decade di agosto con elevate escursioni termiche tra il giorno e la notte – che ha raggiunto livelli di maturazione eccellenti, per dei Roero Arneis di buona struttura e dai profumi molto intensi, mentre per quanto riguarda il nebbiolo solo chi ha avuto la pazienza di aspettare prima di iniziare a vendemmiare ha raccolto uve sane e di ottima qualità, ottenendo dei Roero dai profumi molto complessi, una giusta acidità e una buona gradazione alcolica.

 

2007

L’annata viticola 2007 ha avuto un andamento climatico molto particolare, con un germogliamento eccezionalmente anticipato, a causa di un inverno particolarmente mite, e una fioritura iniziata intorno al 5-10 maggio, seguita da un periodo fresco con piogge frequenti che ha portato a un rallentamento del ciclo fenologico e ha ridotto l’anticipo dei mesi precedenti. Nel mese di luglio non si sono verificate precipitazioni e le temperature sono salite, con alcune giornate particolarmente calde che hanno provocato ustioni sugli acini. Nonostante delle temperature agostane leggermente inferiori alla media la vendemmia è iniziata con largo anticipo, a fine mese per l’arneis e verso il 20 settembre per il nebbiolo. L’arneis è risultato comunque eccellente, per dei Roero Arneis con un’acidità equilibrata e una notevole ricchezza aromatica. Per il nebbiolo si è avuta una concentrazione zuccherina elevata, in grado di produrre Roero di buone gradazioni alcoliche, ricchi di profumi e di ottimo corpo e struttura.

 

2008

L’annata 2008 è stata di non facile lettura. Dopo un inverno normale, a partire da metà maggio e per oltre un mese si è verificato un prolungato periodo di piogge abbondanti e quasi giornaliere, con alcuni vigneti che hanno sofferto gravi danni per la grandine e i forti venti. L’inizio dell’estate molto umido ha causato un notevole ritardo all’invaiatura e all’inizio della sintesi degli zuccheri, che si sono sviluppate in modo simile al 2004. Da fine agosto però ci sono stati oltre cinquanta giorni di tempo stabile, con temperature miti di giorno e fresche di notte. Questo clima ha giovato all’arneis, vendemmiato nelle prime settimane di settembre, che ha dato dei Roero Arneis equilibrati, con un buon alcol ma nel contempo freschi e con spiccate note floreali. Anche il nebbiolo, vendemmiato nella seconda e terza settimana di ottobre, ha ottenuto ottimi livelli di maturazione, per dei Roero di buona freschezza, ricchezza aromatica e complessità.

 

2009

La campagna agraria è iniziata con un inverno caratterizzato da abbondanti nevicate e un inizio di primavera piovoso che hanno garantito un’ottima riserva idrica nel terreno. Nel mese di aprile diverse giornate di pioggia insieme a temperature miti hanno favorito la comparsa della peronospora, ma il mese di maggio è stato asciutto e ventilato, con uno sviluppo fenologico della vite iniziato in ritardo subito recuperato. L’annata sarà ricordata anche per un andamento della maturazione irregolare, con una piovosità estiva quasi nulla e un grande caldo nella seconda metà di agosto. Dal punto di vista della maturazione tecnologica è stata un’annata calda, che si colloca tra il 2003 ed il 2007, con molti zuccheri, una maturazione completa e una quantità di acido malico sotto la media. La vendemmia dell’arneis è iniziata verso il 10 settembre. I Roero Arneis sono risultati di corpo e di buon equilibrio. Anche per quanto riguarda la maturazione fenolica nel nebbiolo si sono riscontrati dati paragonabili al 2003, per dei Roero ricchi e di buona struttura.

 

2010

L’annata è stata caratterizzata da un inverno rigido, con abbondanti nevicate che hanno garantito importanti riserve idriche. L’inizio dell’estate è stato caratterizzato da abbondanti precipitazioni, da alcune grandinate di lieve entità e da temperature miti, ma nell’ultima decade di agosto e nel mese di settembre c’è stato un aumento delle temperature con una notevole escursione termica tra il giorno e la notte. I Roero Arneis si sono rivelati leggermente meno alcolici e meno corposi rispetto ad altri anni, ma dai profumi intensi, molto equilibrati e con una spiccata nota di freschezza. Il nebbiolo ha potuto godere del bel tempo del mese di settembre che ha compensato il leggero ritardo nella maturazione con un accumulo di zuccheri crescente e un quadro acido più che accettabile. La maturazione delle componenti fenoliche, essenziali per garantire il corpo e l’attitudine all’invecchiamento, è stato ottimo, per dei Roero eccellenti e che dovrebbero dare prova di una notevole tenuta nel tempo.

 

2011

La 2011 si ricorderà come un’annata fuori dagli schemi, precoce e con basse rese. L’inverno è trascorso in modo regolare sia per le temperature che per le precipitazioni, che si sono intensificate nel mese di marzo. Le temperature elevate del mese di aprile hanno causato un anticipo dello sviluppo vegetativo di almeno due settimane, mentre le temperature medie sopra i 30°C del mese di agosto hanno notevolmente ridotto la quantità di uva sulle piante. La raccolta dell’arneis così è cominciata già a fine agosto, per dei Roero Arneis di notevole struttura e di grande intensità nei profumi. Per il nebbiolo invece è stata provvidenziale la pioggia caduta nel primo fine settimana di settembre e un abbassamento delle temperature notturne nella seconda metà del mese, che ha consentito di ottenere dei Roero di buon equilibrio tra le varie componenti, zuccherina, acida e fenolica, oltre che un quadro aromatico davvero interessante, soprattutto per i vini da medio-lungo invecchiamento.

 

2012

L’inverno è stato particolarmente rigido, con picchi di -15°C verso la fine di gennaio, temperature basse e abbondanti nevicate per tutto il mese di febbraio. La primavera è stata fresca e piovosa tra marzo e aprile, mentre in maggio sono aumentate le temperature. Nei primi giorni di giugno fenomeni piovosi hanno causato una minore allegagione e quindi un numero di acini per grappolo mediamente inferiore. L’estate è stata caratterizzata da temperature medio – alte e precipitazioni scarse. La vendemmia dell’arneis è cominciata la prima settimana di settembre. I Roero Arneis si presentano con un’acidità un po’ più bassa rispetto al 2011, ma nel complesso con un ottimo equilibrio. Il nebbiolo, vendemmiato dall’inizio di ottobre, ha potuto beneficiare di un periodo di importanti escursioni termiche a partire dalla seconda decade di settembre. Molto buona qualità e quantità delle sostanze fenoliche, per dei Roero ben strutturati, che si prestano all’invecchiamento e dai tenori medi in alcol leggermente inferiori rispetto alle ultime annate.

 

2013

L’annata è stata caratterizzata da una vendemmia particolarmente tardiva, iniziata mediamente con 15 giorni di ritardo rispetto agli ultimi 10 anni e terminata per il nebbiolo addirittura ai primi di novembre. L’inizio del ciclo vegetativo della vite è stato condizionato dalle basse temperature di marzo e aprile e dalle abbondanti precipitazioni di aprile e maggio. A giugno le condizioni sono migliorate, ma nonostante l’estate positiva la vite non è riuscita a recuperare il ritardo accumulato. Da notare che la buona allegagione unita alla disponibilità idrica ha favorito lo sviluppo di grappoli più grandi, pesanti e compatti rispetto alla media delle ultime annate. I Roero Arneis contano su un quadro aromatico importante e un’acidità ottimale, con un tenore in zuccheri leggermente inferiore rispetto alle ultime annate, mentre il nebbiolo ha tratto notevoli vantaggi dalla parte finale della stagione, che ha visto un clima ideale per la sintesi fenolica, caratterizzato da giorni caldi e luminosi e notti fresche.

 

2014

La 2014 è stata una delle annate più complesse nella gestione del vigneto degli ultimi anni. L’inverno ha fatto registrare temperature miti e la primavera si è affacciata in modo precoce, causando una ripresa vegetativa anticipata. L’inizio dell’estate ha visto temperature pienamente nella norma, che hanno mantenuto il piccolo anticipo vegetativo. La quantità di precipitazioni estive però è stata oltre la media, e unita alle temperature medie piuttosto alte ha creato le condizioni ideali per degli attacchi fungini, causando una diminuzione della produzione. Il finale di stagione è stato favorevole, con una buona escursione termica nei mesi di settembre e ottobre che ha contribuito in modo determinante alla maturazione del nebbiolo e alla composizione del suo quadro fenolico, mentre l’arneis ha fatto registrare tenori in zucchero non molto elevati e acidità spiccate che ne dovrebbe garantire la freschezza anche nei profumi.