Il Roero e il Roero Arneis Docg sono prodotti nell’intero territorio amministrativo dei comuni di Canale, Corneliano d’Alba, Piobesi d’Alba e Vezza d’Alba, e in una porzione dei comuni di Baldissero d’Alba, Castagnito, Castellinaldo, Govone, Guarene, Magliano Alfieri, Montà, Montaldo Roero, Monteu Roero, Monticello d’Alba, Pocapaglia, Priocca,
Santa Vittoria d’Alba, Santo Stefano Roero e Sommariva Perno.

 

Baldissero d’Alba

Sono poco più di 13 gli ettari vitati iscritti alla denominazione, 9,95 ad arneis e 3,82 a nebbiolo. Il territorio comunale si estende dalle Rocche fino alla fascia centrale della denominazione. Le zone a ridosso delle Rocche presentano un suolo sabbioso di origine marina, ricco di fossili, quasi privo di calcare a livello superficiale e tendenzialmente arido, particolarmente indicati per la realizzazione del Roero Arneis, mentre i Roero sono di solito armonici e delicati, con alcolicità e tannicità moderate. La parte centrale del territorio comunale, in direzione di Corneliano d’Alba, vede invece la presenza di una piastra limosa grigio-bluastra più calcarea e con una componente argillosa superiore al 20%, ideale per realizzare dei Roero complessi e di buona struttura.

 

Canale

Canale può essere considerata la capitale vinicola del Roero, visto che con i suoi 370 ettari è il comune più vitato. Di questi quasi 240 sono quelli iscritti alla denominazione, 175,62 ad arneis e 63,10 a nebbiolo, e costituiscono più del 23% di tutta la DOCG. Il suolo è prevalentemente sabbioso di origine pliocenica, con inserti limosi grigi e blu e una componente argillosa superiore al 20%, come troviamo nella maggior parte del territorio centrale roerino, ideale per realizzare dei Roero complessi, di grande struttura e adatti all’invecchiamento. Le colline di Canale presentano buone esposizioni, altimetrie e pendenze, costituendo una sorta di via di mezzo tra quelle estreme di Santo Stefano Roero e quelle più morbide di Castellinaldo o di Castagnito. Nella direttrice verso Priocca emergono suoli marnosi con percentuali calcaree che vanno dal 3 al 10% e formazioni gessoso-solfifere, che danno vita a vini di corpo, ricchi di profumi e di buona gradazione alcolica. In direzione di Santo Stefano Roero invece vengono evidenziate più la sapidità e la mineralità che il corpo o la struttura.

 

Castagnito

Siamo nella fascia sud-orientale del Roero, quella più vicina al Tanaro che guarda alle Langhe e in particolare alla zona del Barbaresco. Il suolo è più freddo e marnoso di quello della maggior parte del resto della denominazione, di medio impasto e con argilla frammista a banchi gessosi, ideale per produrre vini bianchi corposi, di buona spalla e struttura. Sono 58,34 gli ettari piantati ad arneis, mentre sono solo 6,40 quelli a nebbiolo.

 

Castellinaldo

Comune che conta ben 260 ettari vitati, dei quali circa 120 iscritti alla denominazione. Con l’11,70% della denominazione è il secondo comune più importante per estensione vitata. 107,88 sono gli ettari iscritti dedicati all’arneis, mentre 12,33 sono impiantati a nebbiolo. Il territorio si può dividere in due zone principali: la parte a sud-est, che dal Bric Cenciurio e dal Bric Zoanni va in direzione di Priocca, dalle pendenze poco accentuate e dal suolo marnoso-sabbioso con una componente calcarea che arriva fino al 50% che favorisce la realizzazione di vini generosi e potenti, e quella a nord-ovest, in direzione di Canale, dove si trovano pendenze più marcate, una maggiore presenza di boschi e un suolo più sabbioso con tratti limosi, che favorisce la produzione di vini con caratteri di maggiore freschezza e mineralità.

 

Corneliano

Corneliano si trova ai limiti orientali della denominazione ma evidenzia caratteristiche di grande tipicità, per la pendenza delle colline e per un suolo principalmente sabbioso che risulta particolarmente adatto alla produzione di Roero Arneis, spesso con note di buona mineralità e sapidità. Poco più di 32 ettari sono iscritti alla denominazione, 31,21 ettari sono consacrati all’arneis, mentre è di solo 1,52 ettari la superficie dedicata al nebbiolo.

 

Govone

L’ultimo comune del versante nord-orientale del Roero vede la presenza di ben 208 ettari vitati, dedicati principalmente alla barbera, ma solo una piccola parte del territorio comunale, quella più a ovest, è all’interno della DOCG. Sono così poco più di 13 gli ettari iscritti alla denominazione, 10,17 piantati ad arneis e 3,19 a nebbiolo. Il suolo è diviso tra quello tipico della fascia centrale del territorio roerino, di matrice pliocenica e con una componente argillosa superiore al 20%, e terreni sedimentari simili a quelli di Langa, su colline dalle pendenze
più dolci rispetto al classico profilo del Roero.

 

Guarene

Solo la parte più settentrionale del comune di Guarene è all’interno della DOCG, in particolare la collina di Montebello, ma questo non toglie che ci siano più di 20 ettari iscritti alla denominazione, ben 19,02 ettari ad arneis e 1,14 a nebbiolo. Il comune si trova nella zona sud-orientale del Roero, la fascia più vicina al Tanaro, e vede la presenza di terreni piuttosto compatti e freddi, con Marne di S. Agata Fossili e una maggiore presenza di argilla inframmezzata con banchi gessosi, un terreno adatto alla produzione di vini di notevole spalla e struttura, abbastanza adatti all’invecchiamento.

 

Magliano Alfieri

Insieme a Sommariva Perno Magliano Alfieri è il comune con la più piccola quantità di ettari vitati iscritti alla DOCG, 5,39 di arneis e 2,31 di nebbiolo, per uno 0,75% complessivo della denominazione. Siamo nella zona orientale più vicina al Tanaro, su suoli poco permeabili, sedimentari e marnosi tendenzialmente più umidi e freddi della media roerina, che favoriscono la produzione di vini di buona struttura e ricchezza alcolica.

 

Montà

Il comune di Montà è situato all’estremità nord-occidentale del Roero. Complessivamente rappresenta quasi il 10% della superficie vitata della denominazione, con 74,00 ettari consacrati all’arneis e 23,65 al nebbiolo, posti su diversi tipi di terreno. Lungo la linea delle Rocche a un’altitudine superiore ai 350 metri, ci sono suoli molto sabbiosi di matrice pliocenica e poco calcarei. Più a oriente e a un’altitudine inferiore si trova un suolo sempre sabbioso, sciolto, tendenzialmente arido e quasi privo di calcare a livello superficiale, ma più antico, di origine marina e ricco di fossili. Sono terreni indicati per la realizzazione di Roero Arneis di considerevole eleganza, freschezza e ampiezza aromatica, e per Roero delicati, con alcolicità e tannicità moderate. In direzione di Canale infine la matrice pliocenica si alterna a una piastra limosa più calcarea e più argillosa, un terreno ideale per realizzare dei Roero complessi e strutturati. Da notare che il versante centro-settentrionale permette di realizzare vini di grande freschezza e mineralità. Conosciuto soprattutto per i suoi Roero Arneis, il territorio di Montà presenta una notevole predisposizione anche per il Roero.

 

Montaldo Roero

Situato accanto alle Rocche, è uno dei comuni del Roero con meno ettari vitati, poco più di 50. Di questi però più della metà sono iscritti alla denominazione, 22,14 impiantati ad arneis e 5,73 a nebbiolo. Il suolo è sabbioso e poco calcareo, di origine marina, sciolto e leggero, particolarmente indicato per realizzare Roero Arneis freschi ed eleganti. La zona più centrale, confinante con Vezza d’Alba, Corneliano d’Alba e non distante dagli Occhetti di Monteu Roero, vede invece un suolo con una presenza di limo grigio-bluastro più calcareo e con una maggiore percentuale di argilla, maggiormente vocato a realizzare Roero di buona struttura e complessità.

 

Monteu Roero

Tra i più grandi comuni viticoli del Roero, con circa 150 ettari vitati, e tra i più alti, con i suoi quasi 400 metri di altitudine, Monteu Roero è anche uno dei più importanti comuni della DOCG, con 70,63 ettari dedicati all’arneis e 17,26 al nebbiolo. Il suo territorio si estende dalle Rocche alla fascia centrale del Roero, e presenta quindi suoli notevolmente diversi. Sotto le Rocche domina un suolo sciolto e sabbioso, quasi privo di calcare a livello superficiale, di origine marina e ricco di fossili, fondamentalmente arido, particolarmente indicato per la realizzazione di Roero Arneis freschi e vibranti, e per Roero con alcolicità e tannicità moderate, di buona eleganza, freschezza e ampiezza aromatica. In direzione di Vezza d’Alba e Canale emerge invece la piastra limosa grigio-bluastra che si trova a macchie in tutto il territorio, più calcarea e con una maggiore componente argillosa, ideale per realizzare dei Roero complessi e strutturati, da grande invecchiamento.

 

Monticello d’Alba

A Monticello d’Alba si trova poco più del 2% del vigneto della DOCG Roero, con 18,48 ettari piantati ad arneis e 5,38 a nebbiolo. Il territorio per certi versi ricorda più l’Albese che il Roero, con colline poco ripide e un suolo di tipo sedimentario in cui la sabbia si mescola a marne e componenti gessose, ma che in questo caso sembra esprimersi al meglio nella produzione di Roero Arneis ricchi di spalla e con buone note sapide.

 

Piobesi

Il profilo di questo comune è per certi versi più albese che roerino, con colline dalle pendenze decisamente più dolci di quanto si possa riscontrare nella maggior parte del territorio della denominazione e suoli con una maggiore componente marnoso-gessosa, per Roero Arneis minerali e di notevole volume e per Roero di buona struttura e dai profumi intensi. Sono iscritti alla denominazione 44,52 ettari di arneis e 3,53 di nebbiolo.

 

Pocapaglia

Situato all’estremità sud-occidentale della denominazione, con colline poco importanti dal punto di vista altimetrico, Pocapaglia vede la presenza di vigneti in particolare nel versante sud del comune. I suoli sono quelli tipici della fascia “interna” delle Rocche: sabbiosi, a dominante silicea e quasi privi di calcare, sciolti e tendenzialmente aridi, di origine marina e ricchi di fossili, indicati in particolare per realizzare Roero Arneis di buona eleganza e freschezza e Roero delicati e moderatamente tannici. Gli ettari vitati iscritti alla denominazione costituiscono poco più dell’1% della superficie della denominazione, con 11,02 ettari, tutti impiantati ad arneis.

 

Priocca

Situato nel versante nord-orientale del Roero, il suo territorio costituisce l’ultima propaggine del suolo tipicamente roerino, fatto di sabbie plioceniche, con colline dalle forti pendenze e facili a fenomeni franosi. Da notare che intercalate a depositi terrigeni troviamo la presenza di formazioni gessoso-solfifere, ricche di gesso, calcare, salgemma e altri sali, un terreno che favorisce la produzione di vini dalla notevole gradazione alcolica, di spalla e volume e dai profumi intensi. Sono 127 gli ettari vitati totali, con una grande presenza di barbera, anche se in questi ultimi anni c’è stata una crescita significativa del numero di ettari iscritti alla denominazione. Oggi sono 36,95 ettari di arneis e 6,98 di nebbiolo.

 

Santa Vittoria d’Alba

Situato all’estremità meridionale della denominazione, propone un profilo altimetrico poco rilevato con i vigneti che si trovano in particolare sul versante sud. Il suolo è di tipo sedimentario, più freddo e compatto del resto della denominazione, e favorisce la produzione di vini spesso ricchi di spalla e alcolici, in cui spiccano intense note sapide, quasi saline. Sono iscritti alla denominazione 22,33 ettari, 17,42 impiantati ad arneis e 4,91 a nebbiolo.

 

Santo Stefano Roero

Il territorio del comune, ricco di boschi, va dalle Rocche a delle colline che presentano più i caratteri della zona centrale del Roero. Gli ettari vitati iscritti alla denominazione sono 50,09, con una importante presenza di nebbiolo, ben 19,67 ettari, mentre gli ettari dedicati all’arneis sono 30,42. Se appena sotto le Rocche si trova un suolo particolarmente sabbioso e poco calcareo, ma antico e di origine marina, ricco di fossili, a dominante silicea, fondamentalmente sciolto e arido, in direzione di Canale e Vezza d’Alba le sabbie di origine pliocenica, lacustri e fluviali, si mescolano frequentemente al limo, dando vita a un terreno più compatto. Vicino alle Rocche troviamo così dei suoli che favoriscono uno sviluppo limitato delle piante con una conseguente resa piuttosto bassa, indicati soprattutto per la realizzazione di Roero Arneis sapidi ed eleganti, mentre in direzione di Canale e Vezza d’Alba i terreni sono più indicati per il nebbiolo, per dei Roero che alla finezza tannica abbinano una buona struttura, mineralità e intensa sapidità.

 

Sommariva Perno

Sommariva Perno è il comune con la più piccola quantità di ettari vitati iscritti alla DOCG: 4,53 di arneis e 0,91 di nebbiolo, per uno 0,53% complessivo della denominazione. Il suolo è quello tipico situato appena a oriente delle Rocche, siliceo, sabbioso, tendenzialmente arido e sciolto. Un suolo che porta naturalmente a rese piuttosto basse, indicato in particolare per la realizzazione di Roero Arneis di buona freschezza ed eleganza, e per Roero delicati, con alcolicità e tannicità moderate e una discreta ampiezza aromatica.

 

Vezza d’Alba

Sono200 gli ettari vitati complessivi di Vezza d’Alba, e quasi 100 sono quelli iscritti alla DOCG, 85,21 impiantati ad arneis e 12,73 a nebbiolo, con vigneti che in qualche modo rappresentano l’immagine più tipica del Roero e del suo territorio viticolo, grazie ai terreni ricchi di sabbia e alle pendenze estreme. Il suolo è quello tipico della fascia centrale della zona di produzione roerina, dove la parte pliocenica si unisce con una piastra limosa più calcarea e argillosa, con punte che raggiungono il 50%, che aumenta la viscosità e la compattezza dei terreni, per Roero e Roero Arneis in grado di abbinare freschezza, struttura e complessità.